ATTIVITA’ COL MALAMUTE

L’Alaskan Malamute è stato selezionato, in origine, per il traino pesante su lunghe distanze. Col tempo però e diventato molto versatile. Le sue doti psicofisiche ed il suo temperamento sono tali che negli USA è utilizzato anche come cane guida per i ciechi.

La sua dolcezza unitamente al suo equilibrio mentale lo rende idoneo per la pet-therapy.                   

Il malamute è un trottatore, la sua innata capacità di essere concentrato ed avere un passo costante e regolare per tempi lunghi ne fa il compagno ideale per il Dog Trekking, Bike Dog, Sky Joring.

Dog Trekking

Mettiamo un'imbracatura da traino al nostro cane, colleghiamolo mediante una fune ad una cintura imbottita (tipo da roccia) e iniziamo cosi, con il cane che ci precede, la nostra passeggiata, magari lungo un bel sentiero in montagna, sotto la fresca ombra degli abeti con il profumo del sottobosco che allieta i nostri sensi.

Vi accorgerete che è davvero comodo avere qualcuno che ci aiuta a salire lungo i ripidi sentieri montani, sarà un piacere per il vostro cane aiutarvi e soprattutto svolgere questo tipo di attività in vostra compagnia.

Tale attività può essere svolta anche in inverno sulla neve, utilizzando le “cespole” (racchette da neve) che ci permetteranno di camminare sopra il manto nevoso.

Bike Dog

Stessa tecnica, ma aumento della velocità mediante l’utilizzo della bicicletta, preferibilmente una Mountain Bike.Con la bicicletta è davvero bello, si inizia a percepire davvero la naturale indole al traino di questi meravigliosi cani, una volta che avrà capito bene come comportarsi al traino della bici, dovremo pedalare ben poco e ci divertiremo davvero molto trascorrendo dei bei momenti su sentieri in aperta campagna, fare attività con il nostro cane farà bene ad entrambi e ci farà scaricare tutto lo stress magari accumulato in una dura e lunga giornata di lavoro.

 

Sky Joring

Per gli appassionati di sci da fondo il divertimento è assicurato e qui farete davvero la felicità del vostro Alaskan Malamute, stessa tecnica, imbrachiamo il cane e lo colleghiamo a noi mediante una corda, ma questa volta siamo sulla neve e indossiamo gli sci……….quindi consiglio di praticare questo sport a chi ha piena padronanza dello sci da fondo.

Concludo dicendo che se la vostra intenzione è quella di avere un cane davvero fedele, affidabile, che si adatti ad ogni situazione e che abbia un rapporto con l’uomo davvero unico, il Malamute è quello che fa per voi e ricordate sempre, a me piace descriverlo con una semplice frase: “Non è un cane che vive per te ma con te”

  

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SALVATORE FOGLIANO & IL SUO TEAM DI ALASKAN MALAMUTE ALLA “POLAR DISTANSE”

FRANCESCO BIAGIOTTI & IL SUO TEAM DI ALASKAN MALAMUTE AI MONDIALI DI SLEDDOG A SCHARNITZ. 

Salvatore: Fin da piccolo ho sempre apprezzato ed amato la Natura più Selvaggia e l’irresistibile fascino del lupo, tant’è che alla domanda: quale animale vorresti essere? La mia risposta fu       costantemente“UN LUPO” Ritengo il loro  fascino si possa definire  semplicemente superlativo, quel senso di protezione e rispetto nei confronti del branco, l’irrefrenabile voglia di libertà il loro modo di affrontare situazioni spesso nuove con coraggio e diffidenza, che ne fa un eccellente predatore, ma una difficile preda Proprio in alcuni di questi aspetti posso dire di rispecchiarmi, da quì, il nome del mio grande team “WOLF’S SPIRIT “. Il primo approccio con lo Sleddog lo ebbi all’età di 18 anni, presso la scuola di Renato Alberoni, dal quale appresi le importanti basi per la conduzione della slitta, a 23 anni finalmente arrivò il mio primo Alaskan Malamute una femmina di nome Summer, chiamata da me in modo scherzoso una Saggia/pazza che fece da chioccia ai successivi 6 lupetti, seguirono 7 anni di sleddog da autodidatta nei quali osservai scrupolosamente alle competizioni i Musher più esperti per cercare di captare nuove tecniche segreti e trucchi che solo gli innumerevoli anni di esperienza ti possono insegnare. Ritengo che in questo mondo ci sia sempre da imparare, nonostante gli ottimi risultati che si possano ottenere alle competizioni, non bisogna mai sentirsi “Arrivati” ma cercare sempre e comunque di migliorarsi. Con il mio team abbiamo partecipato a tutte o quasi, le discipline dello sleddog che prevedono terra/neve andando di stagione in stagione a migliorare le prestazioni, oltre le gare tra club (dove abbiamo avuto soddisfacenti risultati, ci siamo distinti in ambito Internazionale ad oggi ho conquistato 4 medaglie agli Europei FISTC 2 Bronzo 1 Argento 1 Oro.

Francesco: La mia storia di musher è iniziata all’età di 8 anni, essendo figlio di un allevatore di Alaskan Malamute. All'epoca c’erano due ragazzi che correvano con i nostri cani: Giovanni Pandolfi e Rita Figini. Io andavo con loro a tutte le gare a cui partecipavano: campionato italiano, europeo e mondiale. Partecipai successivamente a due gare, una su neve a Castelluccio di Norcia con due cani, e una su terra con la mountain bike e un cane. Dopo qualche anno i due all’epoca ragazzi smisero di correre ed io ero troppo piccolo per andare avanti solo. Gli anni passano, terminai gli studi e cominciai a lavorare. Passai qualche anno per lavoro fuori casa, fino a quando decisi che era arrivato il momento di tornare a lavorare presso l’allevamento con la mia famiglia ove coltivo la passione che porto dentro da bambino di condurre da musher i miei cani su neve e “sterrato”. Gran parte del mio tempo sul lavoro, lo dedico all’allenamento dei nostri cani.

     

Quale tipo di rapporto si instaura tra Musher e Muta?

 

Salvatore: Si tratta di un legame che va al di là del rapporto uomo/cane, ci si muove ad unisono per conquistare una meta, circondati da neve e ghiaccio e null’altro la forza dell’uomo dipende solo dal branco, un rapporto di fiducia reciproca, rispetto, e voglia di lottare insieme, vorrei riportare una frase che rende perfettamente l’idea del rapporto che instaura con il proprio team : la forza del lupo è nel branco, la forza del branco è in ogni singolo lupo compreso l’uomo.

Francesco: Il legame che si instaura tra muscher e muta è un’intesa fatta di piccoli gesti e di sguardi, complicità emotiva e perfetta sintonia. Tutto ciò è quello che dal 2013 ho instaurato, già dalle prime uscite in allenamento, con due dei nostri cagnoloni Alkan Silent Kinght Del Biagio e Chessie Del Biagio. Con loro ho riscoperto le emozioni del far parte di un gruppo unito ed il lavorare all’unisono per raggiungere un unico obbiettivo.

 

Da quanto tempo pratichi lo Sleddog e che cosa ti ha portato a partecipare alla Polar Distance/ ai mondiali di sleddog a Scharnitz?

 

Salvatore: Quella voglia sfrenata di avventura, il volersi continuamente mettere alla prova e perchè no, un po’ di sana follia ci ha portati a partecipare ad una grande gara come la Polar Distance.

Francesco: Le  prime  prove  le  ho   fatte   da   bambino. Poi nel 2014 mi è venuta la voglia di mettermi alla prova. Ho conosciuto uno dei più veterani musher italiani e grande persona Fabrizio Filoni. Grazie a lui ho cominciato ad interessarmi alle gare, chiedendogli la possibilità di aggregarmi e di provare le brezza di prendere  parte  ad  una. Ne organizzò una a Campo Felice, ma a causa della mancanza di neve la gara non si disputò. Passò del tempo e mi trovai a partecipare come collaboratore all’XI Malamute day all’Alpe Giumello anche se in verità già da tempo collaboro in tale organizzazione. Come sempre la manifestazione ebbe grandissimo successo, sia per i Malamute che per le persone.Tornai a casa più carico di prima con in testa Filoni e il mondo delle gare. Stavo ancora finendo di sistemare il materiale dal ritorno del Malamute day e mi dico: appena finisco chiamo Filoni. Non passa un minuto che mi squilla il telefono, guardo: è Filoni!!! Parliamo delle nostre ultime esperienze, fino a che gli chiedo se ci sono in programma gare. Mi risponde che ne aveva in programma una in Austria a Scharnitz dal 19 al 22 febbraio alla quale avrei potuto partecipare anche io, da quel momento la mia testa era in Austria. Ero tempestato di emozioni. Solo a fine chiamata mi disse che si trattava del mondiale WSA. In un primo momento rimasi un po’ così! Confuso. Ma lui mi disse con la sua genuina tranquillità che sarebbe stata una bella esperienza, e cosa più importante percepii la fiducia che riponeva in me. Ero felicissimo. Ed ero l'unico team con Alaskan Malamute che proveniva  dall'Italia!! All’inizio non dissi niente a nessuno, persino con i miei familiari rimasi sul vago. Poi una sera mentre stavo guardando su internet le informazioni sulla gara, mio padre vide e disse: “Ma è la mondiale!!!” Io gli sorrisi. Lui inizialmente mi guardò un po’ perplesso, poi ricambio il mio sorriso col suo sorriso complice e compiaciuto. Percepii nel suo sguardo e nel suo silenzio che era compiaciuto della mia scelta.

 

In che cosa consiste la gara?

 

Salvatore: La Polar Distance è una gara Endurance di 160 km da affrontare in totale autosufficenza nel maestoso territorio Svedese . http://www.polardistans.com/text1_47.html

Francesco: La gara consiste in tre manche cronometrate, una per giorno, su un tracciato di 6 km. http://www.wsa-sleddog.com/index.php/en/ 

 

A livello burocratico e veterinario cosa hai dovuto fare?

 

Salvatore: Passaporti, vaccinazione più antirabica certificato di buona salute per me e per i cani ed inoltre bisogna essere in possesso del Mucher Pass (una speciale patente per la slitta) che rilascia l’associazione .

Francesco: I documenti che ho dovuto preparare sono stati i passaporti, libretti sanitari, Pedigree (dato che si tratta di una competizione riservata a cani di razza), certificati di buona salute per tutti e tre.

 

Che tipo di allenamento hai svolto?

 

Salvatore: Fondamentalmente ho cerato di mettere un gran fondo ai cani, ci siamo presentati all’appuntamento con circa 900 km in corpo, abbiamo lavorato tantissimo sulla resistenza aerobica con lavoro specifico e sulla forza muscolare, abbiamo quindi tralasciato la velocità che in una competizione del genere risultava inutile.

Francesco: Normalmente uscivo coi miei due malamute tutti i giorni con il monopattino su un percorso di 4,5 km. Poi in previsione della gara ho allungato il percorso a 7 km aggiungendo al tracciato salite e discese.

 

Il momento più bello ed il peggiore della gara?

 

Salvatore: Si può definire momento peggiore della gara quando alle 16:40 dopo aver trascorso 140 km dopo essere rimasti senza acqua ci fermammo al primo ruscello, al momento di ripartire Kiba esausto dice “NO” non mi resta che prendere rapida decisione, fermarmi o metterlo in sacca, opto per la seconda, carico il ragazzo e costituisco un bagaglio improvvisato per l’attrezzatura peso stimato slitta 90 Kg, inizia la montagna e con essa la bufera,50 cm di neve fresca, tanto vento e quasi un quintale di zavorra, mi metto davanti al team e inizio a scalare il monte, vedere come il mio team spaccava la neve con quella slitta che sembrava un aratro mi fece venire le lacrime agli occhi dall’emozione. Il momento migliore della gara è stato senza ombra di dubbio il taglio del traguardo ,un’impresa, quasi una lotta per la sopravvivenza , nonostante le condizioni climatiche gli imprevisti trovati lungo il precorso, ce l’abbiamo fatta!!!!

Francesco: Dalla partenza da casa, la mia testa era un turbine di pensieri e paure: L’emozione di partecipare ad una gara di tale importanza, la paura di deludere le aspettative, il timore di non avere la perfetta padronanza della lingua inglese. Non ci sono stati momenti brutti, ci sono stati un susseguirsi di eventi ed ognuno mi ha regalato emozioni. All’arrivare sul luogo della gara e vedere tutti quei furgoni e camper provenienti da tutto il mondo. Il rincontrare tutto il gruppo di Antartica, con Filoni, la sua compagna Olivia e Giulia. Tutta gente stupenda e sempre pronta a darti una mano. E’ sempre stato un susseguirsi di emozioni fin dal primo giorno quando mi fu assegnato il pettorale con il numero 48. Per non farmi mancare niente, il gruppo Antartica mi iscrisse ad un trofeo all'interno del mondiale: il trofeo delle nazioni che consiste nel fatto che ogni nazione sceglie 3 musher e in base al loro ordine di arrivo vengono assegnati dei punti; vince la nazione che accumula più punti. Fantastica è stata la cerimonia d’apertura, quando tutti i partecipanti hanno sfilato per la città divisi per nazione.       Preoccupazioni, gioie ed ansie si sono man mano susseguiti già dalla prima manche della gara. Quando ho passato per la prima volta il traguardo ero sfinito, anche per i miei cagnoloni erano gasatissimi, anche per loro è stata la prima gara e hanno percepito sin da subito che non si trattava del solito giretto. Me li sono coccolati come non mai!! Da allora è stato sempre un crescendo di emozioni vissute in un’esperienza indimenticabile ed esaltante resa tale anche  grazie all’indimenticabile aiuto che ho ricevuto da tutto il gruppo Antartica che mi ha fornito non solo supporto morale ma anche preziose indicazioni.

 

Se c’è stato chi ti ha aiutato, e chi vorresti ringraziare?

 

Salvatore: Per quanto riguarda gli allenamenti, vorrei ringraziare il mio amico Gabriele, una persona fondamentale, nonchè il proprietario di Siska una splendida Lupetta che ho inserito all’interno del mio Team, inoltre un ringraziamento speciale va a tutte le persone che mi hanno sostenuto ed incoraggiato, ma il ringraziamento più grosso va al mio splendido Team!

Francesco: Sono tante le persone che devo ringraziare, a partire da mia madre che è anche la madre di tutti i nostri cuccioli, visto che li fa nascere tutti lei; Mia sorella Elisa che sa tutto dei suoi piccoli e fa si che le cose vengano fatte in maniera perfetta perchè li ama alla follia e per l’aiuto che mi ha dato con i documenti. Monica sempre pronta ad aiutarmi in qualsiasi cosa, soprattutto nel tenermi i cani alla partenza, Poi mio padre che grazie alla sua passione e per questa splendida razza ho potuto avere la possibilità di vivere questa esperienza. Volevo ringraziare poi Filoni e la sua Famiglia, il gruppo Antartica e in particolare Luca Quartullo, un amico con una tenacia incredibile. E per finire e non da ultimo il mio amico Mario Vincenzi, per l’aiuto nella preparazione  dell’attrezzatura. Penso che questo nome Scharnitz non lo scorderò più!!!

 

Prossimo appuntamento?

 

Salvatore: Spero di poter partecipare presto a qualche gara del Grande Nord e magari ripetere la grandiosa esperienza della Polar Distance

Francesco: Per il prossimo anno spero di riuscire a fare un campionato nazionale e penso di fare quello svizzero.

 

Quale consiglio vorresti dare alle persone che stanno pensando di avvicinarsi a questo sport?

 

Salvatore: Il consiglio che vorrei dare è quello di vivere a pieno il proprio cane/i non di puntare solo ed esclusivamente all’obbiettivo finale ma di divertirsi e di prendere il tutto come una esperienza indimenticabile, è importante amare lo sleddog non la slitta.

Francesco: Quello che posso consigliare è quello godersi il più possibile ogni momento, dalla preparazione alla gare, senza perdere di vista il fatto che si fa parte di un branco: te e i tuoi Cani, e tutti dobbiamo andare nella stessa direzione.